Autostrada Catania – Ragusa, il sindaco di Vizzini scrive al ministro e presidente della Regione

VIZZINI- Il sindaco di Vizzini Saverio Cortese ha inviato una lettera aperta al presidente della Regione Nello Musumeci, al presidente xel Cipe, al ministro x

 L’ennesimo rinvio della decisione al CIPE circa la realizzazione dell’autostrada Ragusa-Catania, pesa molto più dei soliti ritardi, delle note lungaggini della burocrazia. E’ ben più grave: rappresenta, un intollerabile tentativo di negare a questa terra opportunità di crescita e sviluppo che merita da parte del Movimento 5 stelle e Lega.
E’ davvero stupefacente che un’opera strategica condivisa da tutte le forze politiche, dalla Regione Siciliana e dagli Enti Locali venga rimessa drasticamente in discussione ad un passo dalla cantierabilità per ragioni già affrontate al MIT, al MEF e al Ministero per il Sud.
Dalle dichiarazioni acquisite dalla stampa non residuano dubbi, il rinvio della decisione del CIPE al
13 maggio p.v. dopo l’approvazione al CIPE non è stato determinato da ragioni tecniche, ma coinvolge l’architettura dell’intera opera, vanificando o meglio tentando di mortificare la possibilità di realizzazione, riportando – come correttamente afferma l’onorevole Dipasquale – le lancette indietro di quattordici anni, tornando a discutere di un finanziamento integralmente pubblico piuttosto che il già approvato project financing.
Peraltro la Regione, in maniera tutt’altro che vaga, come pure inopinatamente affermato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, ha già chiaramente più volte manifestato la disponibilità a sostenere la realizzazione dell’autostrada, proprio al fine di ridurre l’importo del pedaggio per l’utente. Il costo del pedaggio, a fronte della rilevanza dell’opera, rimane l’ennesimo slogan per la solita demagogia di chi ha fatto di certo populismo l’unica ambizione politica. Non è vero che la Catania-Ragusa nell’attuale ipotesi realizzativa sarebbe costata agli utenti il triplo della media nazionale dei pedaggi analoghi. Solite mistificazioni. Offende la profonda incapacità di chi incarna le istituzioni di non voler comprendere e garantire le esigenze di un territorio che ambisce allo sviluppo che merita. E offende perfino la strategia subdola delle rivalutazioni dell’ultimo minuto, che nascondono l’incapacità di assumersi la responsabilità di dire “No” ad un’opera data ormai per certa. Gravissima la mancanza di responsabilità politica di che inneggia al cambiamento, ma usa i peggiori espedienti dell’impasse burocratica.
I territori, le Istituzioni Locali, i rappresentanti delle categorie e più in generale i Siciliani lotteranno per smascherare le furbizie paralizzanti di politici che non conoscono la tradizione del bene comune.
Nessuno ci consideri la “terra dei vinti”!

 

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