A VOLTE BASTA SOLO SAPER ASCOLTARE

A VOLTE BASTA SOLO SAPER ASCOLTARE

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SOCIAL(MENTE) CHI SIAMO E COSA FACCIAMO? 
A pormi questa domanda sono stata io. Si, la Veronica super attiva sui social. La stessa che carica stories a GoGo per il semplice piacere di farlo. La stessa che se ha voglia di sentirti ti scrive in privato o ti chiama…e per di più manco ti segue su IG.
Protagonista dei social è, sopratutto, lei la mia adorata Raya, si si anche loro, le mie tette. Ma anche le mie labbra e i miei capelli. E poi sporadicamente qualche lettura del Vangelo. Sui social arriva questo di Veronica.
E dopo, forse, solo a qualcuno arriveranno le mie parole, quelle che scrivo d’istinto e che mi generano BenEssere. Le stesse parole che stai leggendo tu adesso.
E sai cosa? Le sto scrivendo frattanto che concludo la mia sessione d’allenamento sul tapis roulant.
Ovvio non sono una sociologa tanto meno una psicologa, anzi. Professioni che una lunatica e meteoropatica come me non potrebbe mai fare. E se di mezzo ci mettiamo l’oroscopo, impossibile proprio.
Nelle scorse settimane provato tramite, sondaggi e domande a risposta aperta, dei pensieri della gente che mi segue. Pensavo contenuti decisamente peggiori, invece ho letto tante riflessioni e pensieri interessanti. Alcuni, anche, di grande spunto. Ah e tra l’altro scritti correttamente. WoW.
Dopo aver letto parecchie risposte, mi sono domandata:
Ma poi nella quotidianità, nel sociale cosa facciamo? Nel sociale a chi stiamo vicino? O, ancora, cosa ci frena a non fare? Cosa vorremmo far? Spesso accade che piuttosto che agire, stiamo lì a pensare e ripensare…e intanto qualcun altro, in silenzio, se ne frega di tutto e tutti ed ascolta il suo cuore. Il suo istinto ed è pronto a fare. 
E poi, Fare cosa? 
Nessun grande gesto, nessun grande atto pubblico che merita chissà quale riflettore o applauso. Piuttosto in silenzio. Perché spesso quel fare equivale ad un sorriso, ad un abbraccio ad una carezza. O magari ad un: “dimmi, sono qui. Ti ascolto” (ovviamente ascoltare per sentire con cuore, testa e anima) una virtù di e per pochi.
Continuo a scrivere e frattanto che vi leggo su Instagram (si sono sempre attiva) adesso per è cambiata la location, infatti mi trovo nel mio salone di bellezza del cuore. Aspetto il mio turno.
Chi mi conosce lo sa, parlo con tutti. Chiacchierona? Quanto basta, perché non mi piace parlare per il piacere di aprire bocca. Detto ciò, fissò il vuoto e penso a cosa avrei dovuto scrivere. Penso a come esprimere al meglio un concetto.
Poi distolgo lo sguardo perché chiamata da un ragazzo. Mi volto verso di lui, e mi dice: “cosa stai pensando? Guarda qui”. Faccio, ciò che mi chiede.  E lui ancora: “Visto questo? E’ il mio. Prendilo in mano anche tu. Tieni, guardalo” .  Abbiamo poi sorriso e scherzato su questo oggetto per lui così speciale. Era una costruzione.
Dopo poco è andato via insieme alla sua mamma. Donna splendida che conosco, di vista, da anni. Ho ripreso in mano il mio iPhone e ho pensato che tutto ciò che avevo scritto questa mattina, in pochissimi frangenti, ha avuto una risposta.
Sapete perchè? Perchè il ragazzo col quale ho riso e scherzato, è un ragazzo down. Uno di quelli considerati fratelli e/o figli speciali o, addirittura, particolari . Credetemi a sentirmi speciale sono stata io perchè il suo senso dell’umorismo, il suo sorriso, la sua dialettica e la sua generosità mi hanno sorpreso. Tanto.
E’ stato un momento di condivisione bellissimo e semplice. Uno di quelli spontanei che non ha richiesto nulla in cambio. In fin dei conti un semplice oggetto per qualcuno può essere speciale senza un perchè.
A volte, basta solo saper ascoltare!
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